Cucchiaio faggio RÖRT

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 La mia “cucchiarella”

 Prima di parlarvi del Cucchiaio faggio RÖRT volevo fare una premessa e condividere con voi un ricordo. Ci sono poche cose che assolutamente non possono mancare in una cucina, tra i quali io credo proprio gli utensili di legno. Quando penso al cucchiaio di legno, però mi scappa un sorriso … perché? A Napoli il cucchiaio di legno lo chiamano ”cucchiarella”; in tempi andati era, impropriamente, anche usato come strumento di educazione dei figli.

Mi ricordo mia nonna, che mi raccontava di quando mio padre era piccolo: era una vera peste e lei per disperazione tentava di spaventarlo con la speranza di riuscire a farsi ubbidire. Il sistema consisteva nel rincorrerlo per tutto il rione impugnando e agitando questo “aggeggio”, gridando come una matta.

In realtà non aveva nessuna intenzione di colpirlo, anzi sperava sempre di non acciuffarlo; era ormai diventato un rito, lui combinava qualche marachella e lei lo sgridava e inseguiva.

Mia nonna mi confidò che per fortuna non riuscì mai a raggiungerlo, e che comunque mio padre rimase una piccola peste fino alla maggiore età.

Molti anni dopo quando mia nonna era ormai una donna anziana e malata ad una ricorrenza della festa della mamma, mio padre le regalò una enorme “cucchiarella” di legno con un grande fiocco rosso e la scritta “alla mamma più buona e veloce … del mondo”; era diventato il suo trofeo, diceva che era la cosa più bella che abbia mai ricevuto nella sua vita.

Mi raccomando non usatele come mia nonna che comunque alla fine non lo ha mai colpito il figlio, era solo uno spauracchio, un rito quasi affettuoso tra lei e il figlio, mi raccontava che, in realtà mentre correvano, ridevano entrambi come matti, tuttavia parliamo di altri tempi, la violenza non va mai usata in nessun caso! Mi raccomando!

 A Napoli dicono: “Mazza e panella fanno ‘e figl bell”; ovvero … Bastone e pagnotta rendono i figli belli… la pagnotta senza bastone rende i figli pazzi…cioè bastonate e pane fanno crescere un figlio più “sano” rispetto a chi non ha mai preso bastonate.

… In questo caso direi “cucchiarella e panella fanno ‘e figlie bell” … Mio padre era una peste, ma bellissimo!

Ma ora passiamo alla mia esperienza con il mio Cucchiaio faggio RÖRT.cucchiaio-faggio-rort-4

Come al solito per gli attrezzi da cucina sono sempre molto rifornita; è una vera mania, qualsiasi oggetto progettato per cucinare io lo voglio, ed i cucchiai di legno sono fondamentali.

Non è che ci sia molto da dire, su delle posate in legno che non sia già stato detto e scritto, lo so bene. Ad ogni modo, vorrei comunque dire la mia. Premetto che di solito uso posate da cucina in altri materiali, preferibilmente nylon o metallo smaltato, per non rovinare tegami e padelle.

Anche se ci sono alcune cotture o alcuni cibi che richiedono il solo uso di utensili di legno, credo che la capacità del legno di assorbire i vari ingredienti sia purtroppo uno svantaggio insormontabile.

Però, quando devo fare dei dolci, i risotti oppure la polenta preferisco decisamente il ricorso a posate, appunto, in legno.

Non so, ma l’idea che l’impasto entri in contatto con qualcosa di naturale, che sia in grado di “scaldarsi”, mi piace di più.  Ovviamente, li destino esclusivamente all’uso di cui sopra, e mai mi sognerei di rimestarci il brasato, per poi fare un ciambellone. Quindi ogni posata ha il suo specifico compito!  Il Cucchiaio faggio RÖRT è resistente di buona qualità, creato in Faggio massiccio, trattato con Olio, tuttavia non dura per anni o addirittura decenni, tuttavia dato che costano poco (solo € 1,50) si possono anche cambiare frequentemente.

Ho iniziato con il cucchiaio

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 ma mi sono trovata così bene che ho preso anche un forchettone  cucchiaio-faggio-rort-6

e una spatola. 

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Secondo me avrebbero dovuto inserirne un quarto, una spatola con i fori, per gli impasti, ma trovo la spatola molto comoda per spalmare creme sulla superficie dei dolci oppure per cospargere una bruschetta con del paté.

Sono lunghi 31.5 cm sono pertanto a mio giudizio, una lunghezza ottimale, né troppo lunghi, né troppo corti. Sono resistenti e non si rovinano facilmente come altre marche che ho provato. A questo punto vi consiglio l’acquisto di questo articolo, il prezzo è di soli € 1,50 centesimi! Ma la qualità è davvero buona.

Manutenzione
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Considerate che la superficie è trattata con olio. Questo trattamento è usato per aumentare la durata, ma a furia di lavarli perdono un po’ questa patina di protezione. Io non li lavo col sapone; li lascio semplicemente in ammollo nell’acqua calda, per poi strofinarli bene con una spugna per i piatti, e cerco di asciugarli il più velocemente possibile.

Se avete la sensazione che abbiano assorbito l’odore del cibo potete mettere un bicchierino di aceto, oppure 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio nell’acqua, entrambi estirperanno qualsiasi traccia di odore.

In estate, li espongo al sole, e in inverno li appoggio su un calorifero (ho sempre paura che possano presentare pericolose tracce di muffa). E ricordate che non vanno messi in lavastoviglie, tuttavia questo vale per tutti gli utensili di legno. Naturalmente, lavateli bene. Prima di usarli la prima volta.

Un fattore che mi fa propendere volentieri per i prodotti Ikea sono i loro propositi di sostenibilità ambientale, dal loro sito:

La sostenibilità in IKEA

Tra i nostri requisiti c’è il divieto di usare legno tagliato illegalmente nei nostri prodotti. Il nostro obiettivo è che entro il 2020 tutto il nostro legno venga ricavato da fonti più sostenibili e quindi sia certificato o riciclato. Materiale rinnovabile (legno).”

Per pura curiosità tento sempre di scoprire il significato dei nomi dei prodotti dell’Ikea

RÖRT In svedese significa: spostarsi, muoversi, rimandare, posticipare, rinviare, differire, prorogare, procrastinare.

Cucchiai di legno curiosità
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  • I Cucchiai di legno erano elementi elencati negli inventari dei primi coloni in America nel 1600. Infatti gli attrezzi di legno sono stati una delle prime cose che indiani hanno prodotto e venduto a quei primi coloni. Oggetti che loro non conoscevano e nemmeno usavano.
  • Molto tempo dopo l’introduzione di strumenti di metallo per il cibo, cucchiai di legno hanno continuato ad essere favoriti come utensili da cucina. Nell’edizione 1894 del White House Cook book di Ziemann; “un buon cucchiaio di legno per la produzione di torta è stato indicato come un elemento necessario per le attrezzature da cucina.”
  • Oggi è ben documentato da studi scientifici che il legno duro è il migliore per produrre queste stoviglie, anche il più resistente, per l’uso in cucina Infatti, i legni duri hanno pori più stretti per cui il cibo non si infiltra facilmente. I legni duri più comuni impiegati in questa produzione sono: il pioppo, il teak e la noce. Altri legni duri non così comunemente conosciuti, eppure molto pregiati sono: il Black wood (africano); Il Bosso, Brazi Cocobolo dell’America centrale; Ebano; Koa di origine hawaiana; L’albero di cachi, chiamato ebano bianco! Il purple heart; il Zebrano africano.
  • Anche per questi oggetti ci sono dei collezionisti, esiste in Romania un “Museo di cucchiai di legno” che si trova a Cinpulung Maldovenesc che vanta una collezione di ben 5.000 pezzi di tutte le epoche e provenienti da tutto il mondo. Esiste anche a Bucarest il Peasant Museum (Muzeul Taranului) che oltre e tanti oggetti ha una grande collezione di cucicchiai di legno.
  • Ci sono molti artisti che decorano o producono arte con questi oggetti, esiste un vero artigianato del cucchiaio di legno. Alcuni pezzi sono esposti anche in gallerie d’arte molto famose.

E qui finisco davvero.

TerePark - Copia (2)

Ciao da Teresa <º))))>< ..

4 pensieri su “Cucchiaio faggio RÖRT

  1. Anche io sono un’amante anzi, fanatica, degli strumenti in cucina e i cucchiai di legno non mancano; per la polenta solo cucchiaio di legno, usare quello in plastica o acciaio non è la stessa cosa… e poi vuoi mettere il fascino dello star lì a girarla con un bel cucchiaio in legno come nei bei tempi andati? Io ho una versione vecchissima di Ikea, tra un po’ mi sa che li cambierò, chissà se troverò questi 🙂

  2. Come commentavo poco fa “altrove”, la cucchiarella la si può sempre usare come strumento educativo per Marilù 😀
    Povera la tua nonna centometrista, io avrei provato con il battipanni, almeno aveva più speranze di centrarlo in caso di lancio 😀

  3. Io amo l’estetica e non posso che rimanere affascinata da quelle “cucchiarelle” nell’ultima foto, sapresti dirmi se si trovano in vendita?
    Bellissimi anche gli utensili in faggio firmati Rort, ma in questo caso li acquisterei per utilizzarli.
    Comunque anche io ho subito gli effetti del cucchiaio usato come arma impropria da mia mamma :'(

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