Gibson Flying V 68

Gibson Flying V 68

Gibson Flying V ´68

La realizzazione di un sogno!

Ha più di 55 anni ma non li dimostra, l’hanno suonata tantissime icone della musica, dal blues al metal, ancora oggi è in produzione con una gamma vastissima di modelli che spaziano dalle più abbordabili ai modelli personalizzati ed esclusivi.
Ted Mc Carty, presidente della Gibson, stava tentando di ottenere una chitarra con un aspetto futuristico per cambiare l’immagine della società quando diffuse la Flying V.
Tutto è iniziato nel lontano 1958 anche se dei prototipi, con il logo a rilievo, già giravano nel 1957.
Il brevetto della Flying V è stato registrato da Gibson nel 1958 con l’intento di fare gola ai musicisti blues.

Il modello ha guadagnato popolarità solo alla metà degli anni ‘60, quando sono state apportate delle modifiche e dei miglioramenti, incluse le manopole e l’hardware di controllo.
I primi prototipi in legno di “korina” sono stati eliminati da Gibson nel 1957 a causa del loro peso elevato.
La Flying V può essere facilmente identificata dalla sua forma, il corpo infatti ha la forma inconfondibile simile a una grande lettera V rovesciata ed anche la paletta angolata è a forma di V.27681470

La prima Flying V ufficiale era caratterizzata da un corpo costruito da due pezzi di legno di “korina” (un legno africano conosciuto anche con il nome Limba), uniti da un grosso bullone e montava pickup tipo humbucker. La Flying V moderna ha subito delle modifiche rispetto alla prima generazione.
Il corpo è costituito da solido ma più leggero legno di mogano o ebano, legni che regalano una sonorità e dei toni senza precedenti.
La Gibson Flying V è una chitarra che, nel periodo in cui è stata concepita e prodotta, era fuori dagli schemi dall’epoca ed in anticipo sui tempi, considerando che era il 1958.
Il fascino magnetico della Flying V, il suono importante e la forma insolita l’hanno resa una delle chitarre più riconoscibili del mondo.
Il manico, la paletta e il corpo sono tutti creati da un singolo pezzo di mogano, a differenza dei primi modelli in cui il corpo era costituito da due pezzi uniti da un vistoso bullone.

Una piccola curiosità, un numero limitato di Reverse Flying V, prodotto nel 2007, ha spopolato.
È stato modellato in una forma a V rovesciata con punte rivolte verso il manico, opposte allo standard della Flying V.

Il mito

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Una Gibson Flying V molto conosciuta è quella suonata dal mitico Jimi Hendrix, era lucida e nera con motivi psichedelici ed era un modello ‘67 con tremolo e “long head stock”.
Il modello di Hendrix stuzzicò la voglia di possederla in molti altri famosi chitarristi come il fu Randy Rhoads (ex Quiet Riot e Ozzy Osbourne), Dave Mustaine (Megadeth) e Kerry King (Slayer) che copiarono la Flying V per creare modelli con il proprio nome (si rivolsero ad altre case costruttrici di strumenti musicali, avversarie della Gibson).
Simbolico fu l’uso che ne fece il chitarrista metal Michael Schenker che ne fece la propria bandiera ed icona, integrandola nel logo dei suoi gruppi.

Lonnie Mack invece usava la Flying V modello ’57 (che era nata come un prototipo), una chitarra rara che faceva parte di una serie chiamata Bigsby, composta da una verga di metallo incassata fra le due ali, la rarità consisteva nel fatto che era un esemplare unico mai più prodotto dalla Gibson in una simile struttura.
La Flying V può essere ricordata attraverso le vicende di tanti musicisti che hanno fatto epoca come Eddie Van Halen o KK Downing dei Judas Priest e tanti altri ancora come James Hetfield e Kirk Hammett dei Metallica, Albert King, Dave Davies dei The Kinks, Carlos Santana, Pete Townshend dei The Who, Lenny Kravitz, Paul Stanley dei Kiss, Kai Hansen degli Helloween, Keith Richards dei Rolling Stone e Adam Levine dei Maroon 5.

Gibson Flying V ´68

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Se suonate hard rock o heavy metal la Gibson Flying V´68 è la chitarra ideale, si evince dando uno sguardo alle peculiarità di questo strumento:
• Il corpo è in legno di mogano che gli dona un suono corposo.
• L’attacco del manico è “extended” per una maggiore stabilità ed un sostegno perfetto.
• Il ponte è Tune-O-Matic con stopbar tailpiece (si montano generalmente sui modelli più costosi).
• La tastiera è in palissandro.
• L’hardware è cromato.
• I pickup humbucker 496R e 500T con magneti in ceramica gli conferiscono un suono più aggressivo.
• Il manico è in mogano arrotondato con intarsi in madreperla.

La versione economica della Flying V del ’68 ha la verniciatura lucidata a cera o satinata (dipende dal colore), che richiede molte meno ore di lavoro rispetto alla versione tradizionale (finitura alla nitro), tale risparmio in termini di tempo si traduce in un prezzo estremamente più abbordabile.

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A causa della scarsa reperibilità sul mercato italiano, abbiamo dovuto aspettare ben 5 mesi per la consegna di questa chitarra.
La Gibson Flying V 1968 ha il manico dal profilo arrotondato, mentre alcune Flying V del passato avevano il manico enorme, negli anni 60 la Gibson ha effettuato una serie di modifiche fino ad arrotondare e sfinare il manico, rendendolo tra i più scorrevoli e veloci in commercio.
Proprio il profilo del manico arrotondato della Flying V 1968 ha reso questa chitarra la favorita da molti dei migliori chitarristi.
Storicamente la Flying V del ’68 porta avanti la tradizione con due pickup humbucker 496R e 500T con magneti in ceramica (uno 496R al manico e un 500T al ponte).
Nonostante sia più diffusa la Flying V ´67, la Flying V ´68 è passata tra le mani di tanti chitarristi che hanno fatto la storia del rock ed è arrivata fino ai giorni nostri tra varie interpretazioni.

La realizzazione di un sogno

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Mio marito ha iniziato con una Ibanez, abbiamo però realizzato che nonostante l’Ibanez fosse un’ottima chitarra, non era il suo sogno nel cassetto , che adorava già negli anni 80 la chitarra heavy metal per eccellenza, ovvero la mitica la Flying V, quindi abbiamo acquistato la Gibson Flying V 1968!
Non ce ne siamo pentiti assolutamente, quando ho visto il viso contento di mio marito nel momento in cui ha ricevuto la chitarra, mi ha reso felice, non so come spiegarvi, avete mai desiderato qualcosa pensando che non l’avreste mai ottenuta e invece eccola lì tra le vostre mani? … Ecco proprio quella sensazione!
L’abbiamo pagata 900,00 €, prezzo ragionevole per la qualità di questo strumento, è tutta nera con una mascherina bianca, bellissima.
Adesso passiamo alla chitarra, non avendo io nessuna idea di come si suona una chitarra vi riferirò cosa mi ha detto l’esperto di famiglia.
E’ una buona chitarra, le rifiniture sulla Gibson Flying V ´68 sono eccezionali, considerando che la qualità di ogni singola parte della chitarra è creata per essere indistruttibile e funzionalmente perfetta.
Considerando che la Gibson Flying V ´68 è la rielaborazione di una chitarra concepita nel ‘68, è ovviamente piuttosto spartana ma, a mio parere, questo fa parte del suo fascino.
Non è certo una chitarra adatta a chi sta imparando a suonare o comunque alle prime armi.
Data la sua forma non è certo comoda da suonare da seduti, un dettaglio che molti sottovalutano è quello di procurarsi una buona tracolla, spessa e possibilmente di cuoio, perché lo strumento è sbilanciato ed a causa la forma tende a tirare da un lato, mentre con una tracolla adatta si ferma bene sulla spalla, non ci sono più problemi.
Il manico è probabilmente la parte eccellente della chitarra, in mogano scolpito da un solo pezzo di legno.
Il profilo è maneggevole e scorrevole anche se le corde sono dure ma questa è una prerogativa delle Gibson, eventualmente si possono cambiare con una cordiera più soft.
Il passaggio dei tasti grazie alla forma del corpo è confortevole.
La tastiera è in un bel palissandro con 22 tasti medium e la paletta a forma di punta accoglie il copri truss con il logo Gibson.
Il capotasto in osso è perfetto, prerogativa dell’azienda Gibson.
Il ponte è Gibson Tune ‘O Matic, uno dei migliori ponti fissi sul mercato.
I pickup sono potenti e decisamente consentono alla chitarra di avere un suono perfetto per il metal e l’hard rock.
I controlli sono switch con 3 vie, 2 volumi e 1 tono.
Il suono è potente, duro ed aggressivo grazie ai magneti potenti che monta, la sonorità è eccellente.

Ecco il video della nostra Flying V ´68 potete anche vederla in “azione”!

Uno strumento ricco di storia e carisma, questa Gibson Flying V ´68 la consiglio a chiunque ami suonare, le sue qualità e le sue indiscutibili doti le hanno permesso di attraversare più di mezzo secolo di musica, conservando sempre la sua immagine fresca e innovativa agli occhi (e alle dita) di chi l’ha imbracciata.
Il prezzo è buono, la qualità eccellente, realizzare un sogno … non ha prezzo!
Quindi non ci resta che consigliarvi, questo acquisto.

Gibson Flying V 1968

Specifiche chitarra elettrica
• Manico Profilo: arrotondato Slim Taper
• Tastiera: Palissandro
• Intarsi: in madreperla
• Tasti: 22
• Materiale tastiera: palissandro
• Materiale corpo: mogano
• Materiale manico: mogano
• Lunghezza scala: 24 3/4″
• Finitura hardware: Cromato

Controlli:
• Due manopole del volume
• Una manopola di tono
• Interruttore a tre vie, selettore di pickup
• Tailpiece: Stopbar
• Meccaniche: Grover Kluson Style
• Pickups: 496R manico) e 500T (ponte) con magneti in ceramica
• Ponte: Tune-O-Matic

Accessori inclusi:
• Custodia rigida

prezzo 900 €
La foto della nostra chitarra è stata pubblicata dalla Gibson sulla pagina di Facebook della Gibson Flying V, se siete curiosi di vederla cliccate qui

TerePark - Copia
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3 pensieri su “Gibson Flying V 68

  1. Uhhhh!!! Ricordo ancora quella sera, a casa vostra, quando hai aperto la custodia per mostrarmela… mi sono tornati in mente i concerti rock che andavo a sentire da ragazza! La chitarra con le code, la chiamavo, e ce l’aveva pure Paul Stanley dei Kiss!

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